Una casa sul monte
respira solitaria aria di bosco e di terra dura
memore di echi di antichi passi,
di selvaggia natura,
del brusio delle greggi,
del gorgoglio della fonte,
di aneliti di rivoluzioni,
di enunciati   di vita nuova
libera da catene,
schemi e condizioni.
Il tempo soffia forte sui ricordi
come sulle foglie il maestrale tempestoso,
ma il tronco resta attaccato alle radici
e le radici alla terra
come una mano che serra
forte le dita
e serba la vita dei giorni felici.
Una farfalla si posa leggera sul ramo nodoso
l'albero solitario mette nuovi germogli,
nei monti echeggia un suono gioioso.
Quando l'alba traversa l'impalpabile nebbiolina,
silente, accarezzata dal sole, la Bianchina
guarda immobile il mondo che muta,
sorride alla vallata
che si inebria di magico chiarore.
Ora accoglie mansueta il passaggio di nuovi viandanti
osserva con saggezza  le ansie e il tempo dei passanti,
celando agli sguardi il segreto del  suo magico cuore.


Questo testo poetico la dedico a Nazzaro e a Jolanda e a tutto il lavoro di questi anni per creare una terra libera!

                                                                                            Gianvittorio